La Voce dei Santuari Antoniani

"La Voce dei Santuari Antoniani" è un semplice foglio mensile fronte-retro che si può trovare all'ingresso del Santuario della Visione,...

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Il santuario della visione
Il santuario del Noce
La casa di spiritualità

1 - Annunciazione


01-Annunciazione-300
Ho scelto di ambientare l’annunciazione all’aperto, in un giardino in modo che anche la natura vivesse il fremito-vibrazione di questo intenso momento.
L’Angelo è quasi fatto solo di luce,è impalpabile e le dona un fiore (simbolo della vita che verrà).
Maria è umile,ma piena di grazia e bellezza.
Il dipinto è tutto sui toni indaco per sottolineare il momento di altissima spiritualità.
   Nicoletta Bertelle



Nicoletta Bertelle

Nicoletta Bertelle è nata a Padova, dove si è diplomata presso l’Istituto d’Arte. Ha frequentato corsi con noti illustratori come Stepan Zavrel, Emanuele Luzzati e Jozef Wilkon. Ha illustrato più di quaranta libri, di cui è stata spesso anche autrice dei testi, per diverse case editrici, come Bohem Press, Arka, San Paolo, Fatatrac, Giunti, Edizioni Messaggero Padova, Fabbri e Grimm Press. Il suo libro Un nuovo amico di Anna è stato selezionato nei White Ravens dalla Internationale Jugendbibliothek di Monaco. Per sei anni ha collaborato con il giornalino La Giostra di Roma. Nicoletta è ideatrice del Progetto Didattico della rassegna internazionale di illustrazione I Colori del Sacro (Padova). La RAI ha tratto da un suo libro un cartone animato. Oltre all’illustrazione si dedica alla pittura su legno e alla creazione di scenografie e installazioni.

Lc 1, 26-38
Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.

2 - Nascita di Gesù


02-Nativita-300Nella mia personale interpretazione della nascita di Gesù, ho dovuto attendere un bel po' prima di trovare l'ispirazione. Intimorita da tutta la storia dell'arte che mi scorreva davanti ogni volta che ci pensavo, faticavo a concepire una mia personale visione. Era agosto (2011), e l'aiuto inatteso mi venne dal viaggio che feci lungo il cammino di Santiago (in bici) dove raccolsi una quantità di foto di rappresentazioni sacre; una in particolare mi colpì, la scultura lignea di una Madonna medievale che porgeva il Bambino al mondo. La natura poi offriva ogni giorno sorprendenti squarci di bellezza (chi c'è stato ricorderà quanto mutevole sia il paesaggio del cammino francese). Ero pervasa da un sentimento di gratitudine, che associavo ai numerosi fiordalisi che vedevo ovunque… Questi 2 elementi, una volta a casa, sono riemersi insieme, conducendomi al quadro finale: la Madonna stringe a sé il Bambino appena dato alla luce, e al contempo lo tiene rivolto al mondo. La Storia sta per avere inizio, ma un attimo ancora- irripetibile, sconfinato- per esprimere  gratitudine in un gesto semplice: il fiordaliso che porge a uno dei due angeli, nel quale riconosce lo stesso Gabriele che 9 mesi prima era venuto ad annunciarle- con un fiore!- che sarebbe divenuta Madre dell'Uomo. 
Da breve ricerca fatta in seguito, ho scoperto che il fiordaliso è un fiore molto antico- se ne sono ritrovate tracce nella preistoria- legato alle messi (perciò collegato alla fertilità della terra), tuttavia le coltivazioni intensive degli ultimi decenni lo hanno fatto quasi scomparire dai nostri campi. Nel linguaggio dei fiori significa felicità.
   Valentina Salmaso


Valentina Salmaso

Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dal 1990 lavora come grafica e illustratrice presso l’editrice Messaggero di sant’Antonio di Padova, sua città natale. 
Si è dedicata per alcuni anni alla decorazione d’interni, realizzando affreschi e trompe l’oeil presso abitazioni private e strutture pubbliche, ma scopre la “vera” illustrazione seguendo alcuni corsi a Sarmede. Dal 2002 inizia a pubblicare per l’infanzia con diverse case editrici in Italia e all’estero (Giunti, Mondadori, Einaudi, Ravensburger, Grimm Press). Segue laboratori di disegno per bambini presso scuole, musei e biblioteche.

Lc 2,1-20
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.
C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

3 - Battesimo di Gesù


03-Battesimo-300Il riferimento per il mio lavoro era il versetto di Giovanni sul Battesimo di Cristo.
L'ho elaborato nella tecnica del Linoleum e stampato su tela Calicot.
I singoli elementi stampati li ho poi cuciti con un rammendo su di una tela intera, incollata a sua volta sul telaio.
Il volto del Cristo è al centro dell'immagine, simile ad una Sacra Sindone, ed accoglie il battesimo quasi come segno dell'accettazione del suo destino. 
Il gesto battesimale di Giovanni Battista, simboleggiato dal solo braccio, amplifica il moto circolare dell'acqua che forse prende avvio dal Cristo stesso. 
Pesci rossi guizzanti alludono alla figura di Gesù ed alla sua Passione ed i sei fiori di fondo sono delle Aquilegie che in numero di sei significano lo Spirito Santo e i suoi sei doni (Isaia 11,2).
L'idea del rammendo ha preso corpo insieme all'idea del volto del Cristo su tela come Sacra Sindone, testimonianza antica ma fragile e per questo così preziosa. 
Il rammendo custodisce i frammenti, li ricollega e li preserva dall'usura ed era e forse è un sapere femminile non riconosciuto. Tacitamente questo pensiero mi rimandava alle donne che hanno significativamente e quasi silenziosamente accompagnato la figura del Cristo che in Lui le ha accolte.
   Lucia Sforza


Lucia Sforza

Diplomata all'Accademia di Belle Arti di Roma nel Corso di Pittura, si è specializzata nelle Tecniche d'incisione tradizionali ed alternative sia con Borse di Studio per la Spagna (Erasmus), la Bulgaria ed il Lussemburgo (Ministero degli Affari Esteri) che frequentando un Corso Triennale d'Incisione e Stampa presso la scuola delle Arti Ornamentali di Roma.
Sempre nella scuola delle Arti Ornamentali di Roma ha frequentato un Corso Biennale di Tecnica dell'Affresco.
Ha inoltre approfondito la conoscenza delle tecniche Calcografiche partecipando a seminari tenuti a Cagliari dal Centro d'Arte e Cultura "EXMA", ad Urbino da I.S.I.A. DEDALO ARTE , a Sarmede dalla Scuola Internazionale d'Illustrazione "Le immagini della Fantasia".
Ha partecipato a vari corsi d'Illustrazione presso il Museo delle Arti e tradizioni popolari in Roma e ad un Corso di Perfezionamento nella Tecnica della Monotipia a Sarmede presso la Scuola Internazionale d'Illustrazione "Le immagini della Fantasia".

Mt 3,13.17
Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. [...] Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

4 - Tentazioni di Gesù

 
04-Tentazioni-300Nel cuore sono una fumettista e il mio approccio, anche in questo caso, è stato sequenziale.  Ho immaginato di raccontare l'affascinante brano dell'evangelista Matteo la Tentazione nel deserto come in un fumetto, come in un film. La tela si compone di due parti: 6 vignette in cui si concentrano le principali azioni narrate dal testo, con un ritmo abbastanza incalzante, e una parte più ampia e rarefatta. La tentazione di Gesù si divide in tre momenti precisi (più un prologo e un epilogo). Prima il tentatore gli si avvicina e lo invita a trasformare le pietre in pane, ma Gesù, com'è noto, risponde «(...) non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».  Qui ho immaginato un sussurro, una voce sibillina che si insinua nel vento del deserto, alla quale l'orecchio tentato oppone l'ascolto della voce di Dio. In corrispondenza ci sono le pietre, l'oggetto della tentazione. Così ho continuato il mio racconto visivo: i piedi che reggono l'intera persona, e che sarebbero protetti dagli angeli – «(...) perché il tuo piede non inciampi in una pietra» – rischiano l'abisso ma non si lasciano andare; lo sguardo che abbraccia tutti i regni del mondo si interroga (ci interroga) ma non si annebbia.  Nella parte più ampia del quadro, si chiude il cerchio: è come se facessimo una zoomata indietro. L'ombra si stacca da Gesù, che per me è prima di tutto uomo: uomo che ha combattuto con il tentatore, uomo contemporaneo che ha combattuto con se stesso. Il modo in cui ho rappresentato pietre, tempio e regni del mondo è molto personale: sono luoghi miei, pietre che ho toccato, montagne dove ho camminato, colline generose che ho ammirato; ma ho trovato ispirazione anche nel bellissimo film Il Vangelo Secondo Matteo, di Pasolini. Tecnicamente, ho usato la grafite: una tecnica scarna e intima che ben si adattava, per me, a raccontare il deserto e una lotta tutta psicologica e verbale.
   Elisabetta Benfatto


Elisabetta Benfatto

Fumettista, illustratrice. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Venezia: si è diplomata nel 2000 con una tesi in tecniche dell'incisione. Insegna illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics, sede di Padova, e lavora come fumettista, illustratrice e graphic designer free lance. Nel 2004, con il web comic Variazioni (prodotto in collaborazione con Fabrica – Benetton Group – dove ha lavorato con una borsa di studio annuale) è stata ospite al Festival International de la bande dessinée di Angoulême. Negli ultimi anni ha realizzato storie brevi (di cui è autrice) per la rivista Animals, Coniglio editore, e disegnato la graphic novel Anna Politkovskaja, su sceneggiatura di Francesco Matteuzzi per BeccoGiallo editore (2010). Come illustratrice e grafica collabora con musicisti, istituzioni, aziende e agenzie pubblicitarie, a volte realizzando corti d’animazione. Vive a Loreggia, in provincia di Padova.

Mt 4,1-11
Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai:
a lui solo renderai culto».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

5 - Le nozze di Cana


05-Cana-300I miracoli accadono e i sogni si avverano, conta solo credere che sia così. Il grande Polittico ci narra questa storia e tutte le storie, ciò che è giunto fino a noi attraverso la spiritualità che appartiene ad ogni persona. Il miracolo della mia tela riguarda alcuni temi fondanti, l’importanza della Madre nella vita di ogni uomo, anche quando esso è cresciuto, anche quando Esso è dato al mondo con un compito immenso. La Madre è alle sue spalle e ancora decide, anche quando lui non lo sa. Così il miracolo dell’acqua trasformata in vino riguarda l’amore intergenerazionale, ciò che Maria non ha potuto fare e ciò che lei vede nella gioia della sposa, ragazza. Accade alle Madri di ritrovare in uno sguardo di bambina, nel sorriso di una ragazza se stesse, o di più, il desiderio di come avrebbero voluto essere. È Maria dunque che prende a cuore quell’evento, per far sì che la sposa possieda per sempre Il Ricordo del suo giorno più bello. Gesù è forte, ha la capacità di un ciclone, arriva e cambia il destino delle persone che lo incontrano. La gente umile ha le anfore sulla testa ed è spaventata, stupita dall’evento. Maria è dietro agli sposi, serena e intensa, certa di aver fatto bene, consapevole delle incertezze del figlio e capace di inserirsi proprio lì, dandogli fiducia, credendo in lui prima ancora che lui possa crederci, così come tutte le madri fanno molto presto, quando donano i figli al mondo lasciando la loro manina in modo che vadano. Il Miracolo delle Nozze di Cana è incredibilmente attuale nella risoluzione incantata del dramma della povertà, dell’impossibilità di avere il necessario per il rito, di cui l’uomo si nutre ancor più che del cibo stesso. È stata pura gioia dipingere e far parte di questa grande avventura.
   Arianna Papini


Arianna Papini

E’ nata e vive a Firenze, si è diplomata al Liceo Artistico e si è laureata presso la Facoltà di Architettura di Firenze dove ha insegnato Teoria dei linguaggi formali al Corso di Laurea in Disegno Industriale. Consigliere del Comitato Italiano Aalto/Viipuri, ha organizzato la mostra e i seminari su Alvar Aalto presso il Museo Marino Marini e la Libreria Seeber di Firenze. Ha tenuto corsi presso l’Istituto Tecnico Elsa Morante e il Liceo Artistico di Firenze, presso l’Accademia Drosselmeier di Bologna, Artelier di Padova, l’Associazione Illustratori di Milano e presso l’ISIA di Urbino dove dal 2008 insegna Illustrazione agli studenti del secondo anno. Collabora con il Master di Illustrazione di Macerata e con il MI-Master di Illustrazione di Milano e con quello per l’editoria di Padova. Svolge libera professione come scrittrice, illustratrice. Tiene ogni anno numerosi laboratori artistici con bambini in età scolare e pre scolare sia nelle scuole che presso Enti e biblioteche, con particolare attenzione e impegno presso i nidi, anche con corsi agli educatori. Arte terapeuta, ha effettuato la specializzazione quadriennale post laurea alla Scuola internazionale Art Therapy di Bologna, svolgendo tirocini mirati verso setting madre-bambino e sul trauma e svolge libera professione per terapie singole e di gruppo. Ha scritto e illustrato più di settanta libri per La Nuova Italia, Fatatrac, Edicolors, Lapis Edizioni, Città Aperta, Carocci Editore, Avvenire, Coccole e caccole, Kalandraka con i quali ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Andersen e il Premio Compostela. Alcuni dei suoi libri sono stati pubblicati in coedizione in Francia, in Spagna e in Inghilterra. Ha partecipato a un’ottantina di mostre tra personali e collettive, in Italia e all’estero. Volontaria presso il reparto di oncoematologia pediatrica per l’associazione Helios, alcuni suoi testi editi e inediti sono messi in scena dall’attrice Miriam Bardini nei reparti pediatrici degli ospedali.

Gv 2,1-11
Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le anfore»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua - chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.


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