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Tredicina 2019 Programma 1-13 Giugno

Appuntamenti, celebrazioni ed eventi della Tredicina di Sant'Antonio 2019 con i Frati Francescani Conventuali a Camposampiero

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I Tredici Martedì di Sant'Antonio

Presso il Santuario antoniano "della Visione" a Camposampiero celebriamo i tradizionali 13 martedì in preparazione alla festa del Santo

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La Voce dei Santuari Antoniani

"La Voce dei Santuari Antoniani" è un semplice foglio mensile fronte-retro che si può trovare all'ingresso del Santuario della Visione,...

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I Miracoli e il Volto Santo di Gesù

Trentaquattro illustrazioni e un mosaico d’autore compongono il Polittico dedicato a “I miracoli e il volto santo di Gesù”, donato ai frati dei Santuari Antoniani di Camposampiero. 
Alcuni tra i migliori illustratori per l’infanzia – provenienti da Italia, Francia, Spagna, Argentina e Iran – e la scuola del mosaico di Angelo e Sandro Gatto incontrano l’arte sacra e reinterpretano con il linguaggio e i colori della bellezza il messaggio della salvezza.
Il Polittico, che è stato in mostra nelle Sale Apollinee del Teatro la Fenice di Venezia nel 2011, è frutto di un progetto ideato da Alessandro Ragazzi di Licensing Vision, con la sua associazione culturale “I Giardini della Somiglianza”, assieme alle illustratrici Arianna Papini, Elham Asadi, Nicoletta Bertelle, Valentina Salmaso e Andreina Parpajola

Clicca sul numero all'interno delle immagini per visualizzare l'illustrazione corrispondente.

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Clicca sul titolo delle opere per visualizzarne la pagina dedicata.

1 Annunciazione Vangelo Luca: 1,26-38 Nicoletta Bertelle
2 Nascita di Gesù Vangelo Luca: 2,1-20 Valentina Salmaso
3 Battesimo di Gesù Vangelo Matteo: 3,13.17 Lucia Sforza
4 Tentazioni di Gesù Vangelo Matteo: 4,1-11 Elisabetta Benfatto
5 Le Nozze di Cana Vangelo Giovanni: 2,1-11 Arianna Papini
6 Esorcismo a Cafarnao Vangelo Marco: 1,21-28 Vittorio Bustaffa
7 Pesca Miracolosa Vangelo Luca: 5,1-11 Alessandra Cimatoribus
8 La Tempesta sedata Vangelo Marco: 4,35-41 Donatella Besa
9 Il Figliol prodigo Vangelo Luca: 15,11-32 Marta Maineri
10 La Pecora smarrita Vangelo Luca: 15,1-10 Michele Ferri
11 Il Granello di senape Vangelo Marco: 4,30-32 Giovanni Manna
12 I Gigli del campo Vangelo Matteo: 6,25-34 Andreina Parpajola
13 Moltiplicazione dei pani Vangelo Matteo: 15,32-38 Elham Asadi
14 Il Buon Samaritano Vangelo Luca: 10,25-37 Rosanna Nardon
15 Risurrezione di Lazzaro Vangelo Giovanni: 11,1-44 Javier Zabala
16 Guarigione del cieco nato Vangelo Giovanni: 9,1-41 Sandro Natalini
17 Il ragazzo indemoniato Vangelo Matteo: 17,14-20 Bimba Landmann
18 Trasfigurazione di Gesù Vangelo Matteo: 17,1-13 Roberta Contiero
19 Ultima cena Vangelo Matteo: 26,17-26 Paolo Domeniconi
20 Guarigione dell’orecchio del servo Vangelo Luca: 22,49-51 Giuliano Ferri
21 La Crocifissione di Gesù Vangelo Marco: 15,21-41 Nino Ferrara
22 La Risurrezione di Gesù Vangelo Giovanni: 20,1-19 Cinzia Cavallaro
23 Il dubbio di Tommaso Vangelo Giovanni: 20,24-31    Valentina Martegani
24 Apparizione a Paolo di Tarso Atti degli Apostoli: 9,1-19 Antonella Abbatiello
25 Apparizione di Gesù risorto Vangelo Marco: 16,1-13 Cristina Pieropan
26 Guarigione di storpi, ciechi e sordi Vangelo Matteo: 15,29-31 Loretta Serofilli
27 Gesù e una legione di demoni Vangelo Luca: 8,26-39 Donata Dal Molin
28 Guarigione del servo del centurione    Vangelo Luca: 7,1-10 Eric Battut
29 Il pubblicano di nome Levi Vangelo Luca: 5,27-32 Donata Montanari
30 L’adultera Vangelo Giovanni: 8,1-11 Gianni De Conno
31  Diventare come i bambini Vangelo Matteo: 18,1-5 Alessandra Roberti
32  Gesù guarisce un lebbroso Vangelo Marco: 1,40-45 Alida Massari
33  Il giovane ricco Vangelo Marco: 10,17-27 Emanuela Orciari
34  Sale della terra e luce del mondo Vangelo Matteo: 5,13-16 Sophie Fatus
35 Il Volto Santo di Gesù libera interpretazione Angelo e Sandro Gatto

In sintesi


visione-pLa Chiesetta esistente, dedicata a S. Giovanni Battista, ove il Santo aveva pregato, celebrato l'eucarestia e predicato, fu completamente rinnovata e ampliata nel 1437 per opera del conte Gregorio Callegari di Camposampiero. Il nuovo e decoroso tempio fu meta di continui pellegrinaggi di devoti del Santo.
Ma nel 1769 il Senato veneto ordinava la soppressione di molti conventi, tra i quali anche quello di Camposampiero. Il complesso dei luoghi antoniani (chiesa, convento e campagna) ritornò ai vecchi discendenti della famiglia Camposampiero i quali non curarono la manutenzione della chiesa, che venne in gran parte demolita dal vandalismo francese nel 1798.
Dopo alterne vicende, il comune, divenuto proprietario nel 1854 degli oratori antoniani, ne curò la manutenzione. Il 17 ottobre 1895, richiamati dall'autorità e dal popolo, i Frati minori conventuali (i frati del Santo) fecero ritorno riprendendo possesso dei luoghi antoniani.
La presenza dei frati ridiede vita ai Santuari. Progettato un nuovo tempio, il 26 dicembre 1906 si pose la prima pietra dell'attuale santuario dì s. Giovanni Battista e Antonio o della Visione, di struttura imponente a tre navate, inaugurato nel 1909. L'abside è dominata dalla pala di Pietro Paietta che ritrae s. Antonio in estasi con Gesù bambino (1909).

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(per approfondire la visita di questo santuario scegli le pagine dal menu in alto)

Pianta del santuario


Pianta del santuario


PiantaVis
    1 - Cappella del Crocefisso
    2 - Cappella dell'Immacolata
    3 - Cappella di S. Giuseppe
    4 - Presbiterio
    5 - Cappella del Sacro Cuore
    6 - Sacrestia
    7 - Penitenzieria
    8 - Cappella invernale
    9 - Cella della Visione
  10 - Cappella di S. Antonio
  11 - Cappella di S. Francesco
  12 - Sacello di p. Girolamo Biasi
























 

Storia

 

visione
Sotto i piedi del Signore, vale a dire dopo l’incarnazione di Gesù Cristo,
apparve l'opera del Signore,
come di pietra di zaffiro e simile al cielo quando è sereno.
 (S. Antonio di Padova)

Il santuario di S. Giovanni Battista e Antonio o della Visione sorge sul luogo della primitiva chiesa di s. Giovanni, eretta in epoca antecedente al castello dei conti Tiso, come dimostra la sua collocazione al di fuori delle mura. Più tardi diventerà la cappella dei castellani.
Attorno ad essa si formò il convento che ospitò s. Antonio. Ma il secolo successivo, a seguito delle aspre lotte tra i Camposampiero e i Carraresi per il possesso del castello, i francescani lasciarono questo luogo.
La chiesa che sta per accoglierci non è dunque quella primitiva, che fu ricostruita insieme all’attiguo convento dal nobile Gregorio Callegari da Camposampiero negli anni 1426-31. Aveva una lunghezza di m. 45, con una navata centrale ampia affiancata da una minore.
Vi avevano sede, con altare e tomba, le confraternite di S. Antonio, del Nome di Gesù, dell’Immacolata e di s. Francesco. Gli altari erano dieci, alcuni provvisti di argenteria di pregio e di tele, purtroppo andate smarrite, di artisti quali Francesco Vecellio, Bartolomeo Montagna, Marcello Fogolino, il veneziano Antonio Boselli.
Saccheggiata e deteriorata in seguito alle soppressioni del 1767 ad opera della Repubblica di Venezia che impose ai frati l’abbandono, il complesso cadde in rovina e la chiesa venne pure in parte demolita nel 1798 dal vandalismo francese.
Dopo il passaggio dei diritti di proprietà alla famiglia Allegri, subentrata ai Camposampiero, e quindi al Comune di Camposampiero, che li acquisisce nel 1854, i frati si riappropriano di questi gloriosi luoghi antoniani e fanno ritorno a Camposampiero il 16 ottobre1895.
La Chiesa, oramai assai decadente e ritenuta troppo angusta, venne demolita per lasciar posto a un nuovo edificio di culto, di cui fu posta la prima pietra il 26 dicembre 1906 e celebrata l’inaugurazione il 13 giugno 1909. Ne ideò il progetto e diresse l’esecuzione dei lavori l’architetto Augusto Zardo. In essa è custodita la Cella nella quale il Santo di Padova ebbe la memoranda Apparizione di Gesù Bambino.
La Chiesa è a tre navate, con transetto, pilastri e soffitto a volta sono in forme neoromaniche e gotiche.
La lunetta soprastante il portale è abbellita da un mosaico raffigurante s. Antonio che abbraccia Gesù Bambino, opera della ditta Castaman di Murano.
Fa bella mostra di sé accanto alla Chiesa la possente mole del campanile (1932) ideato dall’architetto Antonio Beni.

Altari e Presbiterio


 La navata sinistra
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Appena entrati, ci si volga a sinistra. Sulla parete la statua di s. Massimiliano Kolbe in bronzo, opera dello scultore Carlo Ballyana (1983). Il martire di Auschwitz venne ai Santuari Antoniani il 24 gennaio 1930, in visita al compagno di studi e d’idealità spirituale nonché caro amico p. Girolamo Biasi (1897-1929). Insieme essi diedero vita al movimento mariano denominato “Milizia di Maria Immacolata”. Per questo l’idea che sottende la statua è di sollecitare il credente ad un incontro affettuoso con la Vergine, seguendo la spiritualità francescana.Crocif-p

Proseguendo, incontriamo l’altare del Crocifisso (1911). Nel mezzo del gruppo in marmo bianco di Carrara, emerge la figura di Gesù sulla croce, in basso a sinistra la Vergine Addolorata, in atteggiamento straziante; a destra s. Giovanni e ai piedi la Maddalena che abbracciata all’albero della croce vi si abbandona con grande trasporto. Esecutore della scultura è Francesco Sartor di Cavaso, nipote di  s. Pio X.Immac-p

Più oltre, s’innalza l’altare dell’Immacolata, di nobili forme, opera di Donazzan di Pove di Bassano. La statua della Madonna è della scuola Mayer, Monaco di Baviera. Interessante il bassorilievo rappresentante la proclamazione del dogma dell’Immacolata, avvenuta nel 1854.




Il presbiterio

Salendo il presbiterio, è ragguardevole il grande polittico "I miracoli e il volto santo di Gesù", donato al santuario nel 2012, che occupa tutta la parete sinistra. (Clicca qui per visualizzare le pagina dedicata). Gli altari laterali sono dedicati a s. Giuseppe e al Sacro Cuore di Gesù.
Presb-pA lato del tabernacolo vi sono le statue di s. Bonaventura e del Beato Bonaventura da Potenza. L’altar maggiore (1911) è lavoro del Cavallini di Pove di Bassano. Nel paliotto figurano quattro statue, rappresentanti i santi dell’Ordine francescano: s. Francesco, s. Giuseppe da Copertino, s. Ludovico vescovo e s. Elisabetta d’Ungheria.
Merita una sosta la tela esposta nell’abside, datata 1909, dipinta da Pietro Paietta (1845-1911): la visione di s. Antonio. L’uomo di Dio è rappresentato in un soffice alone di nubi; in ginocchio, le mani atteggiate a devota meraviglia, il bel viso giovane, la bocca semiaperta, i grandi occhi nell’incanto dell’estasi. Tra evanescenti figure d’angeli appare Gesù Bambino, che rivolge all’amico un cenno benedicente. Alla base, un’altra immagine d’infante, più corposa, come si addice a un ritratto: è Giovanni Battista (con-dedicatario dalla chiesa assieme ad Antonio); indossa una pelliccia, tiene in mano una piccola croce, cui si attorce un cartiglio, sul quale si leggono le parole: “Ecce Agnus Dei” (Ecco l’Agnello di Dio), riferite a Cristo. Accanto, il libro e il giglio, entrambi del Taumaturgo.
La grande tela è inserita nella cassa armonica dell’organo, appartenente alla pregiata e rinomata Fabbriceria patavina Domenico Malvestio (1935).
Sulla parete destra del presbiterio si trova un grande affresco del vecchio convento rappresentante s. Antonio in atto di predicare.

La navata destra

Scesi dal presbiterio ci si porta al luogo più rilevante del santuario: la Cella della Visione. Piccolo ambiente dalle pareti e soffitto in umili mattoni a vista (vedi scheda successiva).
altAnt-pTornando in chiesa, s’incontra l’altare di S. Antonio, del 1913, del Cavallini di Pove (Bassano) con la statua del Taumaturgo. Nel paliotto, di notevole interesse è la scultura in altorilievo rappresentante la morte del Santo. Questi giace moribondo disteso su un lettuccio e cavalletti, contorniato da confratelli oranti, affranti e piangenti. Da notare a compimento della scena, come in atto di uscire da una porta, una fanciulla scalza e una vecchia dai lineamenti paesani. La scultura è opera di Arturo Ferraroni.
altFR-pIl settimo è l’altare di s. Francesco e dei santi patroni dell’Ordine francescano secolare: s. Ludovico (Luigi) IX re di Francia, s. Elisabetta, margravia di Assia e Turingia. La struttura architettonica è di Donazzan da Pove di Bassano; le statue del fiorentino Aloisi.
In un piccolo cofano marmoreo ai piedi della statua di s. Francesco sono racchiuse le reliquie del beato Luca Belludi, compagno di s. Antonio portate nel Santuario della Visione nel 1938.
A seguire ecco il sacello del Servo di Dio p. Girolamo Biasi (cfr sotto).
Sulla parete di destra, appena entrati in Santuario, una lapide ricorda la figura di p. Antonio Bolognini (1868-1942), guardiano per molti anni del Convento, ideatore e promotore del Santuario della Visione e del Collegio Antoniano di Camposampiero, primo Provinciale della rinata Provincia Patavina di s. Antonio dai tempi del Santo.



Prima di uscire dalla chiesa merita uno sguardo la grande Crocifissione di pittore anonimo di età secentesca visibile sopra la bussola di ingresso.
Crocifissione

 

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