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Ritiri di Avvento alla Casa di Spiritualità

Ritiri di Avvento -La via della Bellezza- Una proposta per tutti alla Casa di Spiritualità dei Santuari Antoniani

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Padre Marco Tasca chiuderà il Giubileo del Noce

Domenica 19 novembre, ore 8.30 S.Messa solenne al Santuario del Noce per la conclusione del Giubileo di fondazione del Monastero...

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La Voce dei Santuari Antoniani

"La Voce dei Santuari Antoniani" è un semplice foglio mensile fronte-retro che si può trovare all'ingresso del Santuario della Visione,...

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Adorazione al Noce

Proposta di un'ora di preghiera in ASCOLTO, ADORAZIONE e SILENZIO in comunione con le Sorelle Clarisse Ogni secondo Giovedì del mese ore 21.00 Santuario del Noce 

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15 - Risurrezione di Lazzaro


15-ResurrezioneLazzaro-300L’episodio di Lazzaro si è ben sposato con il mio stile: essenziale, asciutto, volutamente semplice. Il mio segno grafico, unito ad un parco utilizzo di elementi decorativi, sono coerenti con il mio modo di immaginare la vita di Gesù. La rappresentazione di questo momento, realizzato con figure nude, così semplicemente come noi siamo davvero quando veniamo al mondo, tutti uguali, senza orpelli artificiali, senza differenze, in cui l’umanità emerge nella sua vera essenza, al di là delle razze, del credo e delle culture, è esattamente quello che io volevo restituire per trasmettere la “mia” resurrezione di Lazzaro.
Un episodio della vita di Cristo da rileggere in chiave nuova, se si vuole: rinascere o reinventarsi per essere ancora noi stessi ma “salvati”.
E’ stato un vero piacere fare parte di quest’ opera e sono felice che si trovi adesso in un luogo di pace e meditazione. Grazie di cuore per questa splendida opportunità.
   Javier Zabala


Javier Zabala

Nato a Leon (Spagna) nel 1962, passa dagli studi di veterinaria a quelli di disegno grafico e illustrazione (Scuola d’Arte di Oviedo). Si trasferisce a Madrid nel 1989 e inizia la sua felice e prolifica carriera di illustratore approdando definitivamente al libro per bambini e ragazzi. È un’arte sperimentale la sua, con interessantissime combinazioni di tecniche pittoriche e grafiche e tratti stilistici inconfondibili nei quali s’insinua una sottile vena umoristica. Ad oggi ha illustrato 70 libri tradotti in 15 lingue e si è guadagnato successi e importanti riconoscimenti sia in Spagna che in ambito internazionale. Tra questi, nel 2005, il Premio Nacional di Spagna come miglior albo illustrato e, per ben due volte, la menzione d’onore al Bologna Ragazzi Award (2005 con Pictogramas en la Historia de D Quijote de la Mancha, SM e 2008 con il libro di poesia Santiago di Federico García Lorca, Libros del Zorro Rojo). Le sue illustrazioni, selezionate in importanti esposizioni sia nazionali che estere (es. “A todo color”, 2000; “Ilustrísimos”, 2005, ecc.) e le numerose pubblicazioni gli hanno garantito notorietà e fama indiscussa tanto che Zabala viene invitato ripetutamente a collaborare con enti e istituzioni in Europa e in America Latina anche come docente d’illustrazione.

Gv 11,1-44
Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».


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