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Il convento dei frati


«La vita cristiana è  paragonabile all’arcobaleno 
che maestoso si dispiega da un punto all’altro dell’orizzonte: 
vi sono vari colori, ma il rosso fuoco e il ceruleo vi predominano;
il primo è la fiamma dell’amore di Dio,
il secondo è la tenerezza dell’amore fraterno ». 
 (S. Antonio di Padova)

                            
convento2-pIl 17 ottobre 1895, nel settimo centenario della nascita di s. Antonio, si è riaperto solennemente a Camposampiero dopo travagliate vicende il Convento dei Frati Minori Conventuali.
All’arrivo i frati trovarono una situazione di degrado che riguardava allora sia il convento che la chiesa, fatiscente e troppo piccola per accogliere i fedeli che accorrevano sui luoghi del Santo sempre più numerosi. 
Per la chiesa nacque l’idea di abbatterla e di progettarne un’altra più capiente. Essa sorgerà a partire dal 1906 e verrà inaugurata nel 1909.
Nel 1907 era poi rinata la Provincia Patavina dei Frati Minori Conventuali, cioè la regione religiosa in cui si situavano i conventi veneti. Essa si era infatti appena staccata e resa autonoma dalla Provincia della Dalmazia dei Frati Minori Conventuali, a cui era affiliata in quanto parte dell’impero austro-ungarico. I luoghi antoniani di Camposampiero, Arcella e Padova furono i primi tre luoghi storici a segnare l’avvio della Provincia religiosa del Santo. 
Il primo pensiero del primo Ministro provinciale della Provincia patavina, p. Antonio Bolognini, che era stato Rettore dei Santuari Antoniani dal 1901 al 1908, fu quindi sia quello di costruire a Camposampiero una nuova chiesa, come di restaurare il convento dei frati. Si andò poi oltre sognando la possibilità di aprire un Seminario per la formazione umana, cristiana e vocazionale di chi iniziava un cammino al seguito di s. Francesco. 
Per accogliere gli aspiranti fratini fu dunque usata parte del convento di Camposampiero. Nel gennaio del 1908 si apriva qui il nuovo Seminario Minore. Passata la crisi della grande guerra del 1915-1918 si progetterà in seguito anche un ampliamento portato a termine nel 1923.
Con la seconda guerra mondiale il convento dei frati di Camposampiero subisce devastazioni e bombardamenti. Il 20 febbraio del 1945 una grave incursione aerea  colpisce il convento e la zona circostante. Viene centrata in pieno l’ala ovest del convento, la portineria e la biblioteca vengono gravemente danneggiate. Durante uno di questi bombardamenti muoiono anche tre suore francescane missionarie che prestano la loro opera nel Seminario.
Gli anni successivi sono di alacre ricostruzione che si completa agli inizi degli anni ’60. Il Convento e il Seminario vivono anni di notevole fioritura e intenso lavoro apostolico.
A partire dalla fine degli anni ’70 inizia un ripensamento della proposta vocazionale allora rivolta soprattutto ai ragazzi che frequentano il Seminario Minore, quali aspiranti alla consacrazione religiosa. In questo contesto le Suore Francescane Missionarie di Assisi maturano la decisione di lasciare Camposampiero (1990). 
Nel 1994, dopo anni gloriosi al servizio della formazione dei fratini la Provincia Patavina dei Frati Minori Conventuali chiude il Seminario Minore di Camposampiero. La proposta vocazionale per chi vuole abbracciare la vita francescana va privilegiando oramai gli adolescenti e i giovani. 
La riflessione sull’utilizzo degli spazi rimasti ha portato alla ristrutturazione degli ambienti dell’ex Seminario. Questi hanno lasciato il posto all’ “Oasi Giovani” per l’animazione vocazionale e la pastorale giovanile. Si tratta di uno spazio che propone iniziative aperte a tutti coloro che vogliono interrogarsi sulla fede e curare la propria formazione cristiana, condividendo questo cammino di ricerca insieme con altri nello spirito di s. Francesco. In particolare le attività sono rivolte agli adolescenti e ai giovani e si accolgono, con possibilità di autogestione, gruppi organizzati e singole persone per giornate di incontro e formazione. 
chiostroSempre negli spazi che una volta erano del Seminario Minore dei fratini è sorta poi, a partire dal 2000, la “Casa di spiritualità”. Animata dai frati dei Santuari Antoniani, organizza corsi di esercizi spirituali, scuole di preghiera e di ascolto della Parola di Dio. Guida periodi e momenti di formazione, preghiera, esperienza di vita secondo la spiritualità francescana. Ospita gruppi organizzati e singole persone per convegni, giornate di meditazione e di silenzio. Dispone di 80 camere con bagno singole o a due/tre letti per un totale di più di 100 posti. E’ dotata un ampio auditorium (180 poltroncine) insieme a sale per incontri; una sala mensa (120 coperti); cappelle per la celebrazione. Vi è un grande parco e un comodo parcheggio.
Nella Casa di Spiritualità dei Santuari Antoniani si possono ammirare alcune pregevoli opere dello scultore Romeo Sandrin – a cui si devono le maestose statue del Sentiero “Antonio Vangelo e Carità” che conduce al Santuario del Noce - e in particolare alcuni altorilievi in terracotta (Cristo Risorto; Annunciazione dell’angelo a Maria; s. Francesco e s. Chiara; Beata Elisabetta Vendramini) e altre statue (notevole la Crocifissione con s. Francesco e s. Antonio posta all’ingresso della Casa).
Nella proposta delle varie iniziative della Casa di spiritualità si sono affiancate ai frati le Suore Francescane Elisabettiane che quindi ora, insieme alle Clarisse del Monastero del Noce, arricchiscono ulteriormente con la loro presenza di consacrate questo luogo benedetto dalla presenza del Santo.
All’interno del Convento si può visitare poi il semplice, lineare ed elegante chiostro. 
Lungo le pareti di quest’ultimo si conservano numerosi cimeli dell’antica chiesa e del convento medievale e rinascimentale: lapidi, colonne, capitelli, portali, iscrizioni su marmo e pietra, pietre tombali.

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